Leviamo l'ancora: l'importanza di chiamarsi..
A volte basta il semplice nome di una nave per evocare un'intera vicenda, sia essa di pura fantasia o meno: che parli di grandi uomini, eroi letterari o età mitiche, quelle poche lettere richiamano in noi avventure, personaggi, momenti storici, drammi: ci fanno tornare ragazzini quando sognavamo di solcare i mari verso la Tortuga o alla ricerca del tesoro sepolto in una piccola isoletta lambita da un mare perfetto, sotto un cielo di un blu perfetto.
Basta un nome per rievocare ricordi scolastici di eroi ellenici in viaggi eterni e pieni di ostacoli; a volte ci si ricorda più del nome della nave che delle vicende e dei contesti, quasi che la personificazione di un'imbarcazione in un'entità reale e vivente per noi sia talmente importante e coinvolgente da mettere in secondo piano i protagonisti veri - umani - della storia.
A volte le navi hanno molto più carisma dei loro marinai: e noi ci affezioniamo a loro allo stesso modo in cui ci affezioniamo alle nostre automobili, che piangiamo quasi fossero persone quando dobbiamo separarcene per forza.
Questo blog non parlerà di pirati, miti greci, e paesaggi caraibici: sarà molto più concreto e terra terra: nei miei anni di lavoro come spedizioniere marittimo ho letto centinaia di nomi di navi portacontainer su polizze, schedule on-line, arrival notice, senza curarmene minimamente: erano soltanto un qualcosa in più da annotare o da aggiungere nelle email, erano parte di un lavoro per certi versi arido e ripetitivo.
Ma come tutte le cose, se ci si sforza di grattare un pò la superficie si ha talvolta la fortuna di rimanere sorpresi: e magari si scopre che quella compagnia francese ha la passione per la letteratura e per l'opera, e cosi troviamo la CMA CGM Nabucco, la CMA CGM Antoine de Saint Exupery, un colosso di 400 metri e di quasi 21000 TEU, la CMA CMG Moliére, la CMA CGM Tosca.. oppure che quella compagnia tedesca - come da teutonica concretezza (e banalità..) - nomina le sue navi con nomi di città da tutto il mondo, talvolta in modo esotico, come la Valparaiso Express o la Kuala Lumpur Express. E poi il colosso cinese che sceglie di guardare alle stelle e al cielo, l'altra metà del mondo rispetto al mare, per designare le sue ammiraglie gemelle Cosco Shipping Planet, Cosco Shipping Nebula, Cosco Shipping Star..
A forza di grattare la superficie ho scoperto un mondo di musicisti, esploratori, vette alpine, remoti luoghi della terra, impressi sugli scafi di giganti del mare che di romantico o di affascinante non hanno nulla, se non la loro mole che appare all'orizzonte e che con straordinaria velocità operativa solca i sette mari.
E mi piace pensare che l'omino addetto al nome della nuova nave della grande compagnia marittima abbia divorato da piccolo "Dalla terra alla Luna" o "Ventimila leghe sotto i mari", e che quindi abbia deciso, ricordando la sua infanzia felice, di battezzare la CMA CGM Jules Verne per onorare il grande scrittore, in un nostalgico afflato che ha dato a questo insieme di ferro, bulloni e travi un'anima e una identità ben precisa.
Questa idea un po' romantica e un po' ingenua mi ha spinto a creare questo blog, insieme alla mia innata curiosità: studiare i nomi delle navi mi permette di scoprire storie di uomini e luoghi sconosciuti, e vicende degne di essere narrate.
Ma prima di tornare con i piedi per terra e prendere spunto dal lavoro quotidiano per narrare le geografie e le vite che di nascono dietro a questi nomi, dedicherò un paio di post a cinque navi famose, che (quasi) tutti conoscono, come esempio di come possa un'imbarcazione trainare con te complesse e stupefacenti vicende umane, in un immaginario collettivo condiviso pieno di fascino.
Ora si che possiamo levare l'ancora e partire.


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