M/V Buxtehude - il piccolo grande organista
Recentemente ho notato che nelle schedule Cosco per il Mediterraneo è entrata in rotazione una nuova nave con un nome molto strano, Buxtehude, mai sentita prima. Si tratta di una piccola (è lunga “solo” 134 metri) e giovane portacontainer del 2006, battente bandiera Antigua & Barbuda, con una capacità di 868 TEU.
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la m/v Buxtehude mentre attraversa lo stretto dei Dardanelli, in Turchia |
Questa nave, che pare insignificante
di fianco ai giganti del mare delle più note compagnie marittime, in realtà
porta il nome di una grande personalità della storia della musica: il
compositore e organista di origine tedesco-danese Dietrich Buxtehude, forse non
molto conosciuto ma che merita un approfondimento, fosse solo per il fatto che
la sua opera influenzò profondamente un giovane Johann Sebastian Bach.
Dietrich Buxtehude (Bad Oldesloe,
1637 – Lubecca, 1707) era un uomo colto, molto intelligente e intraprendente,
poliglotta, discreto poeta ma soprattutto eccellente organista: le sue
composizioni sono considerate il punto più alto raggiunto dalla
scuola organistica tedesca del XVII
secolo. Le sue opere erano estremamente ricche ed elaborate, ed è considerato
assieme a Heinrich Schutz e Johann Sebastian Bach il maggiore esponente dello
stile musicale barocco tedesco, anche se la sua fama è ovviamente oscurata da
quella del compositore della Toccata e fuga in re minore.
Il cognome Buxtehude deriva dall’omonima città della Bassa Sassonia di cui era originaria la famiglia, che si spostò nel 1620 a Bad Oldesloe, nello Schleswig-Holstein poco prima della nascita di Dietrich. Suo padre Johannes era un insegnante di tedesco nella cittadina e organista presso la chiesa di Helsinborg (oggi città svedese ma all’epoca facente parte della Danimarca). Poco dopo la nascita di Dietrich, nel 1637, Johannes si trasferì a Elsinore (a pochi chilometri da Helsinborg), per svolgere l’incarico di organista presso la chiesa di Sant’Olai, dove rimase fino al 1671.
Fu proprio a Elsinore che il giovane Dietrich frequentò
la scuola di latino gestita dalla chiesa, dove si insegnava musica e canto, e
ne frequentò la ricca biblioteca: iniziava cosi la sua educazione musicale, che
lo portò nel 1658 – a soli ventun anni – a ricoprire l’incarico di organista
presso la chiesa di Helsingborg; fu in questi anni che la narrazione della vita di
Buxtehude si fuse inevitabilmente con la narrazione degli eventi storici
europei: nel 1655 infatti scoppiò la seconda guerra del nord, conflitto che contrappose
la confederazione polacco-lituana, l’impero svedese e il regno russo per il
controllo dell’area del Mar Baltico.
La città di Helsinborg venne
pesantemente toccata dalla guerra, anche se non fu mai teatro di combattimenti:
la presenza costante di soldati danesi e successivamente svedesi ne azzerò
totalmente la vita culturale e commerciale, tanto che Dietrich fu costretto a
tornare nel luogo della sua infanzia, Elsinore, divenendo organista presso la
chiesa locale, dove rimase per otto anni.
Nel 1668 Buxtehude venne scelto
per ricoprire un incarico ancora più importante: divenne organista presso la
chiesa Marienkirche di Lubecca, una delle città più importanti del nord Europa,
cuore della lega anseatica e centro
culturale di enorme rilievo e dalla solida tradizione musicale, tanto da essere
soprannominata “la città degli organi”.
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la splendida
chiesa di Marienkirche, simbolo di Lubecca |
Fu proprio durante l’attività di
organista nella Marienkirche che Buxtehude sviluppò la sua più alta forma
artistica, i cosiddetti “Abendmusiken” (musiche serali): si trattava di veri e
propri concerti con numerosi cantanti e violinisti, in forma di ricche e
complesse opere con arie e ritornelli, in pieno stile barocco. Il successo di
questo nuovo tipo di intrattenimento le rese estremamente popolari e
apprezzate, e aumentarono ancora di più la fama e la nomea di Lubecca come
centro musicale dell’Europa del Nord: inoltre, molti facoltosi cittadini fecero
a gara per “sponsorizzare” queste rappresentazioni, con somma felicità del
nostro Dietrich, che utilizzò i cospicui fondi ricevuti per costruire due
balconate ai lati dell’organo e ampliare l’orchestra fino a un totale di ben
quaranta strumentisti.
Con il passare degli anni, Buxtehude
affiancò all’attività di organista quella di insegnante privato di musica,
organizzatore e direttore artistico delle Abendmusiken, nonché poeta (scrisse
alcuni poemi dedicati agli amici ma molto probabilmente anche i testi di alcune
sue cantate). Durante il suo soggiorno a Lubecca coltivò amicizie con i
maggiori musicisti della Germania settentrionale: l’eco della sua fama e delle
sue straordinarie capacità musicali arrivò addirittura all’orecchio di un
ventenne Johann Sebastian Bach, che nel 1705 si fece concedere un permesso di
quattro settimane dai suoi datori di lavoro (era anch’egli organista ad
Arnstadt) per viaggiare A PIEDI per circa quattrocento chilometri fino a Lubecca, per assistere ai concerti di
Dietrich nella Marienkirche.
Probabilmente Buxtehude e Bach non si incontrarono mai: i biografi di Bach sostengono infatti che egli preferì ascoltare attentamente l’esecuzione dell’organista “in incognito” dalla navata della chiesa, cercando di carpirne i segreti e i virtuosismi, le melodie e le combinazioni di registri che si susseguivano in quelle rappresentazioni cosi ricche e vivaci.
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L’interno della
chiesa di Marienkirche di Lubecca prima del bombardamento alleato del 1942.
Sullo sfondo l’organo suonato da Buxtehude e in alto sui lati le balconate che
fece costruire per ampliare l’orchestra.
Dietrich Buxtehude morì a Lubecca
il 9 maggio 1707 e fu sepolto nel transetto sinistro della Marienkirche,
accanto alle sue quattro figlie e all’amato padre Johannes; purtroppo la sua
tomba, insieme all’organo e alla stessa chiesa, vennero distrutte da un
bombardamento alleato nella notte tra il 28 e il 29 marzo 1942: oggi
all’interno dell’edificio ricostruito dopo la guerra nel 1957 è stata piazzata una targa in bronzo nel
luogo in cui si trovava la sua tomba.
Per concludere la nostra storia, questa modesta nave che percorre il Mediterraneo porta il nome di una personalità talmente importante nella storia della musica da avere influenzato addirittura Johann Sebastian Bach, tanto che i suoi datori di lavoro notarono come dopo il ritorno da Lubecca "eseguiva stupefacenti variazioni sui corali e vi mescolava armonie estranee a tal punto da confondere i fedeli".




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