Argo e HMS Beagle: vicende di eroi e naturalisti
Argo, la nave protetta degli dei e salita al cielo
Forse nessun'altra nave nella storia dell'umanità viene totalmente identificata nella vicenda mitica dei suoi marinai, appunto chiamati in suo onore Argonauti. Guidati da Giasone, il manipolo di circa cinquanta eroi si imbarcherà in un lunghissimo viaggio pieno di insidie alla ricerca del vello d'oro, fino a raggiungere la remota regione della Colchide (antico stato ubicato nel territorio della attuale Georgia) dove si concluderà la loro personale odissea.
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| Ricostruzione moderna della nave argo |
Il nome "Argo" non ha una origine certa: molto probabilmente prende il nome dal suo effettivo costruttore, il carpentiere Argo di Tespi: fu proprio Giasone a commissionare all'esperto manovale la costruzione di un'imbarcazione veloce, agile e dotata di cinquanta remi. Grazie all'aiuto della dea Atena, la nave venne completata in tempi record e fu presto pronta a salpare alla ricerca del vello d'oro.
Anche la forma e la struttura della nave furono a lungo oggetto di discussione: diversi autori dell'antichità la immaginarono come una classica nave da guerra greca, ossia una galera con cinquanta rematori appartenente alla classe pentecotera. Tali imbarcazioni erano in genere a propulsione mista (vela e forza rematrice), e adatte alle lunghe navigazioni: lo stesso nome derivava dai cinquanta vogatori disposti venticinque per lato e sui fianchi della nave. La dimensione stimata era circa di 38 metri di lunghezza per 5 di larghezza, con un robusto rostro a prua per le manovre di sfondamento.
Oggi è invece opinione comune che la Argo non fosse una nave così imponente e strutturata, ma semplicemente un tronco colossale (proveniente secondo la mitologia dal monte Ossa, luogo di origine dei Centauri) scavato e lavorato con zappa e fuoco fino a formare un guscio impenetrabile e molto resistente.
Indipendentemente dalla sua foggia, Argo era una nave protetta dalle divinità, e secondo alcuni miti addirittura incantata: poteva infatti parlare, infondere coraggio agli Argonauti e terrore nei nemici, e fornire profezie sul lungo viaggio che gli eroi stavano per intraprendere. Dopo che il vello d'oro venne recuperato, Argo venne consacrata a Poseidone nell'istmo di Corinto, trasportata in cielo e trasformata nella omonima costellazione della nave Argo, ed è ancora li oggi, a ricordarci di un viaggio straordinario di una nave straordinaria.
HMS Beagle, la nave di razza di Charles Darwin
Strana storia, quella della nave britannica Beagle, o meglio della HMS Beagle (HMS è il prefisso utilizzato per designare tutte le navi della Royal Navy, la marina militare britannica, e sta per Her/His Majesty's Ship, la nave di sua maestà): una nave militare che non ha mai sparato un colpo di cannone, ma che ha avuto tra i suoi ospiti una delle personalità più influenti della storia dell'umanità, Charles Darwin, rendendola di fatto una delle imbarcazioni più famose di sempre.
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| In questa illustrazione d'epoca, l' HMS Beagle a vele spiegate |
la HMS Beagle fu un brigantino (un veliero agile e veloce di dimensioni compatte e dotato di due alberi, particolarmente adatta alle scorrerie o agli attacchi fugaci e improvvisi: tra il 1400 e il 1500 infatti fu impiegato massicciamente dai corsari e dai pirati) a dieci cannoni varato l'11 maggio 1820 nei cantieri di Woolwich sul Tamigi, il cui nome deriva dalla omonima razza canina inglese.
Appena due mesi più tardi prese parte alla parata navale per la celebrazione dell'incoronazione di re Giorgio IV (il sovrano più dandy e mondano che il Regno Unito abbia avuto), ed ebbe lo straordinario onore di essere la prima nave a veleggiare sotto il nuovissimo London Bridge: la vita di questa straordinaria imbarcazione era iniziata nel migliore dei modi insomma.
Dopo questo ingresso trionfale nel mondo della navigazione, la HMS Beagle fu "parcheggiata" e tenuta in servizio in acqua, senza essere mai utilizzata: per cinque anni rimase senza equipaggio, senza alberi, senza vele e senza cannoni. La vita della nave "di razza" cambiò nel 1825, quando nel mese di settembre venne adattata a vascello da ricognizione: i cannoni vennero ridotti da dieci a sei, venne aggiunto un terzo albero (di mezzana) per migliorare la manovrabilità; la vita da brigantino era finita e e ne iniziava una nuova in direzione di mari esotici e per fini decisamente più nobili della guerra: la ricerca scientifica. (stesso destino toccherà alla corazzata HMS Terror, come vedremo più avanti).
La storia della HMS Beagle è legata indissolubilmente a due uomini straordinari, ognuno nel suo campo, che diedero lustro a questa leggendaria imbarcazione: Charles Darwin e Robert FitzRoy. Se Charles Darwin non ha bisogno di presentazioni, lo stesso non si può dire del capitano di vascello inglese Robert FitzRoy, conosciuto solo in patria.
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| Robert FitzRoy (Ampton Hall, 5 luglio 1805 - Londra, 30 aprile 1865) |
A soli 23 anni, Robert FitzRoy venne nominato al comando provvisorio della HMS Beagle durante il suo primo viaggio nelle regioni australi della Patagonia e della Terra del Fuoco, sostituendo il capitano Pringle Stokes che si era suicidato per la profonda depressione sorta durante i lunghissimi mesi di navigazione. Dimostrò subito straordinarie doti di comando, che lo portarono ad essere confermato per la seconda spedizione della nave, quella resa famosa dalla partecipazione del naturalista Charles Darwin.
FitzRoy era un uomo estremamente intelligente e previdente, che non lasciò nulla al caso durante la preparazione del HMS Beagle per il secondo lungo viaggio in Sud America: la nave venne profondamente modificata, rialzando il ponte superiore per favorire la manovrabilità e facendo montare un rivestimento aggiuntivo allo scafo; ma soprattutto FitzRoy decise che per la sua stessa sanità mentale forse era opportuno per un comandante non essere totalmente solo ad affrontare i lunghi mesi di navigazione, e cosi chiese al suo capitano di vascello di cercare un passeggero civile come compagno di viaggio, che avrebbe potuto fare esperienza come naturalista: e cosi un giovanissimo Charles Darwin - aveva 22 anni - si unì alla spedizione.
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| Nella mappa, le tappe del secondo viaggio del HMS Beagle, iniziato nel 1831 e concluso nel 1836. |
La spedizione durò ben più tempo dei 2 anni previsti: in cinque anni la nave comandata da FitzRoy circumnavigò il globo attraversando l'Oceano Atlantico toccando le isole Azzore e Capo Verde per poi toccare le coste dell'America del Sud: dopo avere solcato le onde dell'Oceano Pacifico arrivò a Tahiti e in Australia, proseguendo poi verso il Sud Est asiatico , ultima tappa prima di doppiare città del Capo e rientrare in Inghilterra: un viaggio straordinario che segnò profondamente il giovane Darwin, tanto da fornirgli una quantità impressionante di materiale di ricerca, che fu la base della stesura de L'origine delle specie e dell'enunciazione della sua teoria dell'evoluzionismo. Per approfondire, consiglio questo bellissimo e recente articolo del National Geographic.
Ma la vita avventurosa della HMS Beagle non era ancora finita: nel 1837 salpò per un'ultima spedizione di ricerca che esplorò le coste dell'Australia e il mare di Timor, navigando il fiume che oggi si chiama FitzRoy (in onore del leggendario comandante) e la zona del fiume Swan, dove oggi si trova Perth, una delle città più popolose della nazione e chiamata in onore della città di Perth, in Scozia. L'ex brigantino toccò per la prima volta quelli che saranno poi conosciuti come il Golfo di Beagle e la città di Darwin, entrambi nella zona settentrionale dell'Australia; dopo sei anni di esplorazioni, l'HMS Beagle tornò trionfalmente in patria, dove nel 1845 venne riadattata nuovamente come nave guardacoste, come contrasto al contrabbando sulle coste dell'Essex, nell'estuario del Tamigi: anche alla fine della sua lunga carriera, la nave rimaneva al servizio del glorioso impero britannico, sotto il cui comando rimase fino al 1870, quando fu venduta a un commerciante di rottami e demolita.
Alla fine del secondo viaggio, FitzRoy e Darwin lasciarono la HMS Beagle e i loro cammini si separarono: se conosciamo il brillante futuro del naturalista - che come detto farà tesoro delle osservazioni e delle ricerche svolte durante gli anni di navigazione - quello del comandante è meno famoso ma degno di essere citato. Dopo una poco felice esperienza come deputato e governatore della Nuova Zelanda (che si concluse rapidamente a causa del suo pessimo carattere), nel 1854 divenne direttore dell'appena nato ufficio meteorologico inglese: da sempre appassionato alla scienza della meteorologia , nata inizialmente solo per essere applicata in ambito marittimo, fu sua l'idea di renderla disponibile e soprattutto comprensibile a tutti, ad esempio pubblicando le previsioni sui giornali dell'epoca.
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| Nell'immagine, il "Barometro FitzRoy", rudimentale strumento inventato dal comandante per prevedere il cambiamento delle condizioni meteo in mare aperto, che si basa sulla diversa formazione di cristalli in una soluzione sigillata, al variare di pressione e temperatura. Per approfondire, leggi qui. |
Per concludere quindi, la HMS Beagle ha ospitato tra le sue assi di legno inglese due pionieri, dalla portata ovviamente diversa, ma entrambi importanti nelle loro professionalità e nei loro campi di ricerca. Si merita a pieno titolo quindi il titolo di nave leggendaria, famosa quanto il suo illustre ospite dalla canuta barba.






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